Personaggi illustri

Re, navigatori, missionari e archeologi moderni che hanno plasmato il modo in cui il mondo conosce Rapa Nui: scegli un nome qui sotto o segui i link ai giornali di bordo e agli approfondimenti.

In questa pagina
  1. Don Felipe González
  2. Edward Davis
  3. Eugenio Eyraud
  4. Hotu Matu'a
  5. Jacob Roggeveen
  6. James Cook
  7. Robert e Nancy Weber
  8. Thor Heyerdahl
  9. William Mulloy

Scopri alcuni personaggi storici e alcune figure di spicco di oggi legate all'Isola di Pasqua.

Edward Davis Pirata britannico, forse il primo a scoprire l'Isola di Pasqua.
Re Hotu Matu'a Il re Hotu Matu'a fu colui che colonizzò Rapa Nui mille anni fa.
Don Felipe González Fu il capitano della seconda spedizione europea all'Isola di Pasqua. Visitò l'isola nel 1770.
Eugenio Eyraud Eugenio fu il primo in assoluto a vivere con il popolo rapanui, e lo fece per 9 mesi nel 1864.
Jacob Roggeveen Il primo europeo a mettere piede a Rapa Nui. Arrivò la domenica di Pasqua e chiamò l'isola «Isola di Pasqua».
James Cook L'inglese James Cook guidò la terza spedizione europea sull'isola, nel 1774.
Thor Heyerdahl Questo esploratore e avventuriero norvegese visitò Rapa Nui nel 1955 e nel 1986. Voleva dimostrare la sua erronea teoria secondo cui la Polinesia sarebbe stata popolata da est.
Robert e Nancy Weber Linguisti statunitensi che hanno creato un'ortografia completa per la lingua rapanui.
William Mulloy Archeologo statunitense che ha restaurato un gran numero di siti archeologici dell'Isola di Pasqua.

Don Felipe González

Il navigatore spagnolo Don Felipe González era al comando della nave San Lorenzo e della fregata Santa Rosalia quando, nel 1770, giunsero a Rapa Nui. Era la seconda volta che l'isola riceveva visitatori europei.

Annesse l'isola in nome del re di Spagna San Carlos. In diverse mappe antiche l'isola compare con il nome di Isla de San Carlos.

Leggi di più nei giornali di bordo del viaggio di Don Felipe González all'Isola di Pasqua.

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Edward Davis

Il capitano Edward Davis (o David) era un bucaniere, o pirata, inglese che forse fu il primo a scoprire Rapa Nui. Nel 1687 il suo equipaggio avvistò l'isola dalla nave Bachelor's Delight, ma non vi sbarcò mai. Il capitano Davis e il suo cronista Lionel Wafer descrissero un'isola bassa e sabbiosa. A Rapa Nui non c'è praticamente sabbia, ma da lontano, d'estate, l'isola può sembrare sabbiosa per via dell'erba secca.

Il primo e il secondo navigatore europeo che sbarcarono a Rapa Nui (Jacob Roggeveen e Don Felipe González) usarono entrambi le indicazioni di Edward Davis per trovare l'isola, come si legge nei loro giornali di bordo. Entrambi la chiamavano Terra di David/Davis o Isola di David/Davis. Il terzo visitatore, il capitano James Cook, la chiamava sia Isola di Pasqua sia Terra di Davis.

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Eugenio Eyraud

Eugenio Eyraud

Eugenio Eyraud fu il primo straniero a vivere con il popolo rapanui. Nacque in Francia (a Saint-Bonet) nel 1820. Quando aveva 9 anni morì suo padre, e la madre dovette crescere 6 figli con grandi sacrifici. Con il fratello maggiore, Eugenio imparò il mestiere di meccanico e fabbro. In seguito conobbe un argentino che lo invitò a lavorare per la sua azienda. Salutò la madre promettendole di tornare presto con il denaro per aiutare la famiglia.

Quando arrivò a Buenos Aires, nel 1848, scoprì che quel lavoro non esisteva e dovette fare il cameriere in un albergo per guadagnarsi da vivere, finché non poté partire per il Cile. A Copiapó aprì un'officina e, grazie alla sua affidabilità e onestà, si fece presto una clientela e un'ottima posizione economica. Nel 1854 incontrò due sacerdoti che parlavano francese; li invitò a casa sua e lì venne a sapere che in Polinesia c'erano delle missioni. Fu così che sentì la chiamata di Dio a collaborare a quella missione. Vendette l'officina e andò a Valparaíso per prepararsi al sacerdozio. Sapeva però che la sua famiglia in Francia aveva seri problemi economici, così dovette tornarvi per mantenere la promessa di aiutarla. Otto anni dopo (nel 1862), risolti i problemi economici della famiglia, Eugenio Eyraud tornò a Valparaíso. Lì venne a sapere dei misfatti che i mercanti di schiavi e le loro navi stavano compiendo all'Isola di Pasqua. Fu allora che decise, con tutto il cuore, di aiutare quegli sfortunati isolani. Ottenne il permesso di interrompere l'anno di noviziato per verificare di persona la reale situazione degli isolani. Nel 1863 si imbarcò per Tahiti.

Arrivò all'Isola di Pasqua il 2 gennaio 1864 e vi rimase nove mesi. Scrisse una lunga lettera sulle sue vicende a Rapa Nui.

Tornato a Valparaíso, proseguì il noviziato e prese i voti. Nel 1865 si imbarcò per Tahiti e tornò all'Isola di Pasqua, dove arrivò insieme a padre Hipolito Roussel il 23 marzo 1866. Lavorò per due anni solo per dare una parvenza di forma alla struttura della missione. A causa delle dure esperienze vissute nei primi 9 mesi sull'isola, la sua salute fragile non riuscì più a riprendersi. Morì di tubercolosi il 19 agosto 1868, felice di sapere che ogni isolano era stato battezzato.

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Hotu Matu'a

Hotu Matu'a fu il primo re dell'Isola di Pasqua e visse circa mille anni fa.

Le leggende parlano di una sorta di caos scoppiato nella loro patria d'origine, l'isola di Hiva. Il gran sacerdote di Hotu Matu'a, Haumaka, ha in sogno una visione di una terra incontaminata, e Hotu Matu'a decide di emigrarvi con il suo popolo.

Giunto a Rapa Nui, il re sbarca ad Anakena: per questo la baia è chiamata anche Haŋa Rau O Te 'Ariki, la baia del re.

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Jacob Roggeveen

Jacob Roggeveen fu il primo europeo a visitare l'Isola di Pasqua, nel 1722. Arrivò sull'isola la domenica di Pasqua, ed è per questo che decise di chiamarla Isola di Pasqua.

Leggi di più sulla visita del 1722 all'Isola di Pasqua nei giornali di bordo del viaggio di Jacob Roggeveen.

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James Cook

Il capitano James Cook, ritratto di Nathaniel Dance-Holland
Il capitano James Cook, ritratto di Nathaniel Dance-Holland

Il capitano James Cook guidò la terza spedizione europea che mise piede a Rapa Nui. Arrivarono nel 1774 con due navi, la Resolution e l'Adventure.

Puoi leggere di più sul viaggio del 1774 a Rapa Nui nel diario di James Cook.

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Robert e Nancy Weber

Questi due linguisti statunitensi vivono all'Isola di Pasqua dagli anni Ottanta e hanno al loro attivo un'enorme mole di lavoro per la comunità e la cultura rapanui, tra cui:

  • La creazione di uno standard ortografico per scrivere la lingua rapanui.
  • La realizzazione di una serie di sei libri scolastici per studiare il rapanui.
  • La traduzione della Bibbia in lingua rapanui. Il progetto è iniziato negli anni Novanta ed è ora nelle fasi finali.
Nancy e Robert Weber in un giardino verde
Nancy e Robert Weber.

Il doppiaggio in rapanui del film Lucas

Dopo aver tradotto il Vangelo di Luca, Robert e Nancy Weber ebbero l'idea di doppiare in rapanui il film Lucas, perché questo classico degli anni Settanta segue molto da vicino il Vangelo di Luca, quasi versetto per versetto. L'obiettivo era contribuire a rivitalizzare la lingua rapanui. Dimostrando che la lingua è davvero abbastanza completa per un progetto del genere, si sperava di motivare i rapanui a perfezionare la propria lingua. C'erano anche ragioni spirituali: far ascoltare ai rapanui i messaggi biblici nella loro lingua.

Gesù circondato dalla folla nel film Lucas
Gesù circondato dalla folla nel film Lucas.

Nell'ottobre 2009 Nancy e Robert iniziarono a tradurre la sceneggiatura del film, che dura ben 4 ore e 20 minuti. Sei mesi dopo arrivarono dall'organizzazione messicana Piedras Vivas i tecnici Peter e Jamie Terrell, specializzati nel doppiaggio di film nelle lingue indigene minoritarie. Conoscendo i costi di un doppiaggio in rapanui, i Terrell lavorarono come volontari, senza compenso.

Robert e Nancy Weber doppiano un film in rapanui
Robert e Nancy Weber durante il doppiaggio in rapanui del film Lucas, che dura ben 4 ore e 20 minuti.

Tutto il lavoro fu gratuito. Abbiamo avuto solo spese, racconta Nancy ridendo. I DVD della versione finale furono venduti sull'isola al solo costo della duplicazione dei dischi.

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Thor Heyerdahl

Thor Heyerdahl
Thor Heyerdahl

Thor Heyerdahl fu un esploratore norvegese noto, tra l'altro, per le sue spedizioni all'Isola di Pasqua nel 1955-1956 e nel 1986. Sulla sua prima spedizione a Rapa Nui scrisse un libro intitolato Aku-Aku, che raggiunse un pubblico vastissimo. In questo modo fece conoscere l'isola a molti, dato che all'epoca era piuttosto sconosciuta. Durante entrambe le spedizioni, lui e la sua squadra si accamparono sulla spiaggia di Anakena. È il luogo dove mille anni fa arrivò il primo re rapanui, Hotu Matu'a, e per questo Heyerdahl riteneva che Anakena dovesse custodire molte chiavi importanti per risolvere alcuni misteri dell'Isola di Pasqua.

Fu Thor Heyerdahl ad avviare il restauro delle statue moai cadute, rialzando nel 1956 la statua dell'Ahu Ature Huke ad Anakena. Fu anche il primo a condurre esperimenti di trasporto dei moai, nel 1986. Credeva nella teoria della camminata oscillante.

La teoria di Thor Heyerdahl sul popolamento della Polinesia da est

Il viaggio del Kon-Tiki

L'esploratore norvegese compì diverse spedizioni nelle isole polinesiane. Il motivo principale era cercare prove a sostegno della sua teoria: che la Polinesia fosse stata popolata da est (da quella che oggi è l'America Latina) e non da ovest (dal Sud-est asiatico). Secondo la sua teoria, per entrare nell'oceano Pacifico dal continente latinoamericano i coloni avrebbero sfruttato la corrente di Humboldt, una corrente che parte dall'Antartide, segue la costa occidentale del continente latinoamericano e, dopo il Perù, piega verso l'oceano Pacifico. Per dimostrare al mondo scientifico che un simile viaggio era possibile costruì una zattera e, insieme a un gruppo di audaci avventurieri, si lanciò senza paura nell'oceano Pacifico dal Perù. Poiché non erano accompagnati da una nave moderna, in caso di emergenza sarebbero stati abbandonati al loro destino. Dopo diversi mesi in mare raggiunsero con successo la meta, mentre la zattera si sfasciava sulle barriere coralline della Polinesia francese. Il viaggio fu filmato e nel 1950 divenne un acclamato documentario che porta lo stesso nome della zattera: Kon-Tiki.

Prove di contatti tra la Polinesia e l'America Latina

Esistono diversi legami tra il continente latinoamericano e la Polinesia. La patata dolce, presente in tutta la Polinesia, non è una pianta asiatica ma latinoamericana. In lingua rapanui la patata dolce si chiama kumara, esattamente come in quechua, la lingua indigena del Perù parlata nell'Impero inca.

Un altro legame sono le ossa di pollo trovate a Rapa Nui, il cui DNA corrisponde perfettamente a quello di una gallina del Cile meridionale che depone uova di un colore leggermente azzurro.

False statue dell'Isola di Pasqua con influenze inca

Durante il soggiorno all'Isola di Pasqua, Thor Heyerdahl continuò a cercare collegamenti tra l'antica cultura rapanui e la più grande civiltà latinoamericana dell'epoca, l'Impero inca. Mostrava ai rapanui immagini di arte inca e chiedeva se avessero mai visto qualcosa di simile. Capendo che Thor Heyerdahl avrebbe dato qualsiasi cosa per avere una statua del genere, alcuni rapanui sostenevano di aver visto qualcosa di simile. Poi tornavano a casa, scolpivano una statua come quella dell'immagine e la seppellivano per qualche giorno perché sembrasse antica. La lasciavano poi in una grotta, dove veniva condotto Heyerdahl, e gliela vendevano. Thor Heyerdahl presentava poi queste statue come argomenti a favore della sua teoria.

Un'origine chiaramente sud-est asiatica

La lingua, i costumi e l'aspetto fisico dei rapanui, come di tutti gli altri polinesiani, si possono facilmente ricondurre al Sud-est asiatico. Non ci sono praticamente somiglianze tra i nativi latinoamericani e i polinesiani, il che ci dice che la Polinesia fu in realtà popolata da ovest.

Conclusione

Thor Heyerdahl era rispettato dagli isolani per i suoi modi garbati e dagli scienziati per il suo coraggio e la sua importanza storica, ma sbagliava nella sua teoria secondo cui la Polinesia sarebbe stata popolata dall'America Latina. La presenza in Polinesia di patate dolci e di ossa di polli cileni è, più di ogni altra cosa, una testimonianza delle incredibili capacità di navigazione degli antichi polinesiani.

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William Mulloy

Ahu Akivi, restaurato sotto la direzione di William Mulloy
Ahu Akivi, restaurato sotto la direzione di William Mulloy

William Mulloy era un archeologo statunitense con una grande passione per il restauro dei monumenti archeologici di Rapa Nui. I siti che restaurò sono i seguenti:

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